Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
16/02/2015
Abstract
Che cos'è un bene culturale? Come si è arrivati in Italia a istituire un Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla codificazione di norme nazionali e internazionali relative alla salvaguardia di tali beni?“ Introduzione ai beni culturali” è una breve guida, rivolta a tutti, che risponderà a queste e altre domande a cui non è sempre così facile trovare risposta

Introduzione ai beni culturali di Stefano Scrima è una sorta di vademecum, sessanta paginette che raccontano con semplicità ed efficacia il significato che hanno i beni culturali nella società occidentale contemporanea, e soprattutto quali sono state le fasi storiche che hanno portato alla formazione e al consolidamento di questo significato.

L’impostazione è filosofica, come la formazione dell’autore, e si sofferma in particolare sulle ragioni morali, ancor prima che giuridiche (frutto delle prime), con cui l’uomo è arrivato a considerare i “beni culturali” come un patrimonio da tutelare: «In termini filosofici, un bene culturale è il prodotto di un’azione umana, che può essere materiale, come un dipinto o una scultura, o immateriale, come un dialetto o una festa di paese; prodotto che consideriamo di valore artistico, storico o scientifico, che riteniamo importante per la nostra educazione e quella di tutti gli esseri umani, perché teso al consolidamento di una società sensibile e pacifica. È evidente come tale definizione sia il frutto di un giudizio di valore, di un giudizio morale. Come fare a decidere che cosa sia artistico, se non attraverso arbitrarie, seppur ampiamente diffuse, categorie morali?» (pp.12-13).

Di qui la trasformazione di questa nuova sensibilità in norme condivise. Una sensibilità che non è sempre esistita in modo così consapevole, frutto di avvenimenti storici, come le spoliazioni napoleoniche, che hanno spinto illuministi come Quatrèmere de Quincy a riflettere sul ruolo dell’arte per il progresso dell’umanità, in quanto chiarificatori dell’identità dell’uomo, e per una società che abbia la pace come obiettivo. «Questi [i beni culturali] hanno cominciato ad apparirci capaci di dirci meglio chi siamo, esercitando un ruolo principe nell’educazione e nella formazione identitaria di una persona, sia da un punto di vista individuale che territoriale: conoscere l’attività storica delle società umane aiuta a capire limiti e conquiste della nostra specie, ma anche le caratteristiche culturali e caratteriali delle popolazioni delle varie zone geografiche del pianeta. Per non parlare della fruizione del bello e della funzione dei beni nella formazione del gusto, della sensibilità e di una capacità critica fondamentale per vivere in una società sempre più complessa» (pp.18-19).

Scrima parla della nascita del museo, di Antonio Canova inviato da Papa Pio VII in Francia per recuperare le opere d’arte sottratte dai francesi a Roma e allo Stato Pontificio, del celebre furto della Gioconda al Louvre e di quello meno celebre delle statuette fenicie per cui furono accusati Apollinaire e Picasso. Infine riflette sulla tutela e la fruizione dei beni culturali e delle nuove prospettive e sfide che la storia ci chiede.

Un libretto molto utile per gli studenti che si avvicinano al tema, ma anche per tutti i giovani (e non più giovani) chiamati al non facile compito di divenire cittadini responsabili per il bene della società in cui vivono e si esprimono.

S.Scrima, Introduzione ai beni culturali, Ask-Y Factory, Paris 2014, pp. 62, euro 4.