Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
03/07/2015
Abstract
Partendo dalla constatazione che il dibattito epistemologico in Italia è apparso di secondaria importanza, il saggio intende al contrario rimarcare l’operazione di rivalutazione messa in campo in un importante congresso di epistemologia tenutosi a Bologna.

La storia della filosofia italiana del periodo cosiddetto contemporaneo sembra riservare, abbastanza frequentemente, significative sorprese per il pubblico colto e appassionato di questioni speculative. Ciò lo si ritiene valido a prescindere dagli indirizzi o dai filoni di pensiero che la speculazione nostrana ha assunto nel corso del XX secolo. Il volume di autori vari edito da Pensamultimedia di Lecce nel 2014 intende rendere giustizia del non eccesivo clamore culturale che ha accompagnato un importantissimo congresso tenutosi nell’aprile 1911 a Bologna, il IV precisamente, di un intero ciclo iniziato nel 1900 con il primo tenutosi a Parigi(1900), proseguito poi con quelli di Ginevra (1904) e di Heidelberg (1908). All’epoca il congresso, di fatto, costituì un evento di primissimo piano, celebrato fra l’altro in concomitanza  del cinquantenario dell’Unità d’Italia, nell’intento di dare risalto alla vivacità del dibattito filosofico italiano, una sorta di simbolo del nuovo regno costituitosi appunto nel 1861. Protagonista di quell’evento, fu l’epistemologo Federigo Enriques che, impegnato non solo contro le filosofie irrazionalistiche ma anche contro il vecchio positivismo, seppe radunare autorevoli rappresentanti delle comunità scientifiche e filosofiche di Francia e Germania, spaziando fra i  più rilevanti temi speculativi dell’epistemologia europea dell’epoca, dalla rimeditazione del concetto di numero, fino a problematiche onto-gnoseologiche riguardanti la questione della realtà e della verità. Un’iniziativa davvero di spessore, se vogliamo anche dai toni fortemente innovatori se pensiamo ad alcune egemonie filosofiche imperanti in Italia fin dalla fine dell’ottocento, che tuttavia non ha conosciuto sviluppi successivi a causa di due principali motivi: a) Lo scoppio della Grande guerra nel 1914 che segnò l’interruzione della continuità del dibattito culturale, nonché il pensante rallentamento della collaborazione internazionale fino ad allora creatosi fra i principali paesi europei; b) L’affermazione politica del fascismo in Italia che con la riforma Gentile del 1923 di fatto sancisce la separazione fra cultura umanistica e cultura scientifica, fenomeno contro cui Enriques e altri insigni studiosi avevano combattuto. Questa pubblicazione, ospitata nella collana “Pensée des Sciences “ diretta dai professori Mario Castellana e Charles Alunni, contribuisce a far conoscere al più vasto pubblico possibile i problemi, i temi, i nodi fondamentali che tennero banco in quella straordinaria riunione, ricostruendone quindi le dinamiche generali, ospitando contributi saggistici di pregio come quelli di Ornella Pomepeo Faracovi, Maurizio Turrini, Mario Castellana, Alberto Peruzzi, Jena Petitot, Luca Maria Scarantino, Charles Alunni.

Aa.Vv, Filosofie scientifiche vecchie e nuove, a cent’anni dal IV Congresso Internazionale di Filosofia, a cura di Mario Castellana e Ornella Pompeio Faracovi, Pensamultimedia, Lecce, 2014, euro 18,00.