Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
02/07/2015
Abstract
Il saggio presenta la prospettiva di Boudon circa la ragion d’essere della scienza sociologica, sviscerandone metodologie, assunti epistemologici, nodi problematici, con uno sguardo attento anche alle attuali dinamiche culturali.

Con un’attenzione specifica alle questioni di carattere epistemologico, questa pubblicazione edita da Pensamultimedia nel 2012, ospitata nella collana Pensèè des sciences diretta da Mario Castellana e Charles Alunni, focalizza l’attenzione sulla riflessione che Raymond Boudon esprime il relazione allo statuto della sociologia. Ex allievo dell’Ecole normale e professore emerito alla Sorbona, nonché membro dell’Institut de France e di altre accademie internazionali, Boudon traccia i contorni della scienza nata in età positivistica dalle elucubrazioni di Comte, avvalendosi di uno stile lineare ed efficace, pertanto convincente, restituito in lingua italiana grazie alla scrupolosa traduzione di Francesca Lovece. Tre sono le questioni affrontate dallo studioso, in altrettanti saggi, preceduti da un puntuale saggio introduttivo di Mario Castellana sul tema della verità in ambito sociologico e seguiti dai due contributi in appendice di Vitantonio Gioia e Bruno Widmar sullo statuto epistemologico della sociologia: l’oscillazione della sociologia fra scienza  e genere letterario, nonché il riconoscimento della scientificità delle dimostrazioni sociologiche al pari di qualsiasi altra disciplina; il problema del crescente scetticismo che tocca molti paesi europei in relazione alla partecipazione alla vita democratica, le cui cause sarebbero da ricercarsi nella dimenticanza dei migliori contributi della cultura illuministica; il ruolo che si attribuisce alla «prospettiva cognitiva» in sociologia come modello esplicativo davvero efficace dei fenomeni sociali lontano dalle spiegazioni congetturali e verbose ad essi relativi. Il merito principale dell’opera è quello di gettare una luce problematica e non banale su una scienza complessa e metodologicamente articolata, com’è appunto la sociologia, nella consapevolezza della portata speculativa  in essa implicita,  ai fraintendimenti, nonché ai bizantinismi ermeneutici che spesso l’hanno affettata, compromettendone  così anche l’accesso ad un pubblico che non fosse quello degli addetti ai lavori. In questo senso, si coglie  abbastanza agevolmente l’opera meritoria di una realtà editoriale come Pensamultimedia e di una realtà di ricerca come la facoltà di filosofia dell’ l’Università di Lecce che hanno dedicato e, ancor’ oggi dedicano, la loro attenzione a tematiche di questo tenore, favorendo la diffusione di autori e interpretazioni ancora un po’ un tabù nel panorama dell’attuale  cultura accademica italiana.

R. Boudon, A che serve la sociologia? Introduzione e cura di Mario Castellana, Pensamultimedia, Lecce, 2012, euro 18,00.