Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
01/02/2015
Abstract
L’articolo presenta la prospettiva interpretativa di Luciano Canfora e Gustavo Zagelbresky in merito alla democrazia contemporanea e alle nuove espressioni delle oligarchie, passando in rassegna anche momenti salienti della storia repubblicana italiana, ma gettando una luce anche sugli attuali assetti europei.

La filosofia politica non sfugge al destino che incombe su sua madre, la filosofia. Come la sua genitrice essa suscita fra gli uditori una sorta di non confessato scetticismo, spesso tradotto nel pensiero tutto invisibile di un irriverente “Ma sarà tutto vero?”

A metterci del suo, in modo del tutto involontario, quel Max Weber che parlava di idealtipi, cioè modelli di qualsiasi cosa che avesse a che fare con la società (partito, chiesa, lavoro, ecc.) che, come gli unicorni, spesso non si incontrano nella vita vera.

Cos’è la democrazia? Questo si chiedono Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky, in un dialogo dove Geminello Preterossi svolge il ruolo di una sorta di playmaker (non di semplice moderatore) che innesca al momento giusto i due protagonisti del saggio. La questione dibattuta è corposissima e ciò spiega la premura dell’editore Laterza a far sapere al lettore in una sua nota che essa è suscettibile di una  continua  discussione.  Tecnocrazia europea, oligarchie nazionali e populismi, sfilano come aspetti diversi di un unico nucleo tematico: la democrazia così come la si conosce appare come un dato acquisito per sempre, come un costume sociale accettato, quindi rassicurante. Per cui, se un’oligarchia deve instaurarsi, allora deve farlo secondo modalità “democraticamente” accettabili. Un tesi  inquietante come tutte le cose abitudinarie che poi  svelano il loro autentico volto.  Risulta davvero difficile muovere critiche plausibili ad un saggio del genere, semmai si può esprimere un rammarico per la brevità della trattazione, che forse avrebbe poi avuto il limite di un eccessivo specialismo. Pertanto, ci limitiamo ad un paio di osservazioni. Il libro appare come il completamento naturale del saggio di Jaques Attali, Breve storia del futuro (Fazi editore, 2007), dove l’autore immaginava i diversi scenari possibili scaturenti dagli odierni assetti politico-finanziari globali.  Tuttavia, in queste pagine non aleggia l’ottimismo di fondo che anima il saggio dell’economista francese, se non altro perché affronta proprio alla fine una questione difficile: qual è il confine fra la democrazia e il populismo? Un interrogativo, questo, che contribuisce a lasciare il lettore in preda alla perplessità della risoluzione, soprattutto alla luce delle osservazioni di politologi come Ilvo Diamanti, sostenitore della tesi dei “partiti autobus” (movimenti che intercettano il bisogno di partecipazione politica dei cittadini che si sentono esclusi dalle iniziative dei partiti).

Inoltre, se Canfora e Zagelbresky pensano, in fondo, che il problema sia appunto l’estinzione della democrazia quale regime di partecipazione reale alla gestione del potere a causa della cristallizzazione delle elitès politico-finanziarie, allora sarebbe sembrato interessante un confronto serrato, anche polemico, con le dottrine di Pareto e Mosca, sostenitori dell’esistenza della alternanza dei gruppi politici secondo meccanismi  elitari. Un confronto che sarebbe stato stimolante, se si pensa che Pareto e Mosca furono arruolati alla causa ideologica antiparlamentaristica del fascismo, mentre Canfora e Zagelbresky, ognuno con una sua connotazione, sono allocati nelle sfere intellettuali della sinistra italiana. Senza il timore di scadere nel cinismo e nel disincanto inconsolabile, il saggio edito da Laterza restituisce la logica serrata del dialogo platonico, con il merito davvero raro per certe chiusure accademiche da “turris eburnea” di porre anche la questione delle definizioni politologiche intersoggettivamente accettate (aspetto fondamentale per capirsi e polemizzare sul serio: cosa s’intende per consenso elettorale, rappresentanza, ecc.?), che proprio perché note, spesso non sono conosciute; nella consapevolezza che oligarchia non è sinonimo di aristocrazia.

L. Canfora, G. Zagelbresky, La maschera democratica dell’oligarchia, a cura di G. Preterossi, Laterza, Roma-Bari 2014, pp. 144, euro 14,00.