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Recensione
05/04/2014
Abstract
Il tema delle aree metropolitane ha assunto una certa rilevanza nelle agende politiche di diversi Paesi. In Italia, la sua centralità è stata rilanciata dalla proposta di riforma avviata nel luglio del 2013. Gli autori, Walter Tortorella e Massimo Allulli, analizzano i numerosi aspetti che coinvolgono la governance metropolitana nelle sue dimensioni sociali, politiche ed economiche e, attraverso l’analisi di dati, propongono uno strumento utile per comprendere potenzialità e criticità delle città metropolitane italiane. 

Nei principali Paesi europei, ormai da diversi anni, sono stati attuati piani di riforma volti all’istituzione di forme di governo metropolitane: tra i più sviluppati possono essere citati i casi delle città metropolitane di Londra, Stoccarda e Lione, istituita nel 1969 con la normativa nazionale sulle comunità urbane.

Nel nostro Paese la discussione ha preso avvio fin dagli anni Sessanta e nel 1990 ha raggiunto il suo primo sbocco normativo, in virtù della legge 142 che prevedeva la costituzione delle città metropolitane nelle principali aree urbane del territorio italiano. L’intervento normativo non ha avuto un seguito attuativo e, ad oggi, l’Italia resta uno dei pochi Paesi europei in cui non è previsto un governo dell’area metropolitana.

A 24 anni di distanza dalla legge 142, dopo numerosi altri interventi normativi che vengono analizzati dagli autori, il tema delle città metropolitane è tornato ad assumere un peso importante nell’agenda nazionale grazie all’avvio, nel luglio 2013, dell’iter del disegno di legge Delrio (“Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e sulle fusioni di comuni”). La proposta di riforma, che intende istituire dieci città metropolitane nelle principali aree urbane del Paese, rappresenta un tentativo di dare seguito all’esigenza dei di adeguare l’applicazione delle politiche pubbliche ad una nuova scala il più possibile adatta a valorizzare un settore chiave come quello delle aree urbane. Gli autori del volume, evidenziando le ragioni del ritardo di una riforma metropolitana italiana, si soffermano ad analizzare le importanti potenzialità della costituzione di un nuovo livello di governo locale che mira ad avvicinare i confini istituzionali di governo con quelli funzionali.

L’indagine, supportata da un puntuale utilizzo di ricerche corredate da dati aggiornati, si concentra in modo particolare su tre dimensioni che toccano da vicino la sfera del governo metropolitano: il tortuoso avanzamento normativo relativo alla riforma; l’assetto istituzionale e la futura composizione degli organi di governo metropolitano; i mutamenti socio-demografici derivanti dalla nascita di un nuovo livello istituzionale e che in modo inevitabile richiederanno politiche pubbliche adeguate. Un certo risalto è attribuito alla dimensione economica che, secondo gli autori, rappresenta la chiave su cui si giocherà il futuro ruolo delle città metropolitane italiane in un’ottica di un concreto rilancio dell’economia nazionale. In effetti, le grandi città, se gestite e governate in modo efficace, possono rappresentare dei veri e propri traini per l’uscita del Paese dalla crisi.

Detto questo, pur comprendendo l’importante novità normativa e la spinta che ne è derivata nella ripresa del dibattito, nel volume è evidente la consapevolezza di una marcata complessità relativa al tema in questione, dovuta in modo particolare agli anni di riforme annunciate e mai attuate. L’iter parlamentare del ddl deve ancora giungere a compimento, ma a prescindere da eventuali modifiche apportate in corso d’opera, è necessario adoperarsi per affiancare alla riforma istituzionale un’opportuna “agenda urbana” che riesca a costruire un reale piano di collaborazione tra le amministrazioni locali e il governo nazionale.

W. Tortorella e M. Allulli, Città metropolitane. La lunga attesa, Marsilio, Venezia 2014, pp.159, euro 15,00.