Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
19/09/2011
Abstract
Un saggio a cura di un gruppo di studiosi che si è proposto di ovviare alla scarsità di analisi rigorose, e nel contempo accessibili al grande pubblico, in merito alle origini storiche e trasformazioni in atto nei paesi nordafricani.

Il libro edito dalla Donzelli, a cura di Karim Mezran, Silvia Colombo e Saskia van Genugten, è un saggio nel quale ai capitoli dedicati a ciascun paese dell’Africa Mediterranea – Egitto, Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia -  si affiancano due approfondimenti sulle relazioni tra questa regione e l’Occidente inteso come Europa e Stati Uniti, e sugli aspetti macroeconomici che hanno caratterizzato lo sviluppo dei paesi in questione e che probabilmente ne determineranno il percorso futuro.

Conclude il volume un breve saggio di Paola Caridi, “Le e-rivoluzioni e le nuove regole della politica araba”, sul ruolo delle nuove tecnologie di comunicazione nelle recenti proteste che hanno coinvolto e letteralmente rivoluzionato gli Stati dell’Africa Mediterranea.

Massimo Campanini (Egitto. Continuità e cambiamenti), Yahia Zoubir e Hakim Darbouche (Algeria. Quale futuro?), Karim Mezram (Libia. Fine di un’epoca), Silvia Colombo (Il Marocco tra modernità e tradizione), Marco Massoni (Mauritania e Sahel. Il grande vuoto?), Maria Cristina Paciello (Tunisia. La sfida del cambiamento) ed anche Saskia van Genugten (L’Occidente di fronte all’Africa mediterranea) e Timo Behr (Il Nord Africa e l’economia globale) ci raccontano, con un linguaggio accessibile anche ai meno esperti, sia le caratteristiche istituzionali e sociali, sia gli aspetti storici più significativi dei paesi africani del Mediterraneo, che probabilmente hanno rappresentato le cause scatenanti delle recenti rivolte.

Movimenti autenticamente rivoluzionari intesi non semplicemente come avvenimenti reversibili, causati magari da un disagio momentaneo della popolazione o da un episodico eccesso di repressione poliziesca, ma come premesse ad un cambiamento profondo che appunto affonda le sue radici nel recente passato.

Quindi un saggio che pur pubblicato nell’occasione di queste rivoluzioni popolari, motivo di enorme sorpresa per esperti, autentici o presunti, commentatori e inviati speciali, proprio come il recente “La rivoluzione dei gelsomini” di Tahar Ben Jelloun, non si può certo assimilare ad una sorta di testo in prime time: preso atto di una situazione magmatica, forse imprevedibile ed in continua evoluzione, la sintesi di storia, geopolitica, economia, analisi sociale che caratterizza i capitoli di “Africa mediterranea”, rende la lettura in qualche modo indispensabile per comprendere quel mondo in rivolta al di là degli esiti che si produrranno.

Una storia che soprattutto nel capitolo “L’Occidente di fronte all’Africa mediterranea” lambisce la cronaca più recente (della quale la stessa Italia non ha motivo di essere fiera).

Vengono riportate le parole fin troppo prudenti dei leader europei di fronte alle rivolte arabe, gli imbarazzanti legami personali tra élite politiche occidentali e i dittatori nordafricani, ma anche le differenti reazioni dei capi di stato e di governo al momento di prendere decisioni ferme nei confronti dei despoti ormai palesemente contestati dal loro popolo: come viene ricordato nel libro – ma forse bastava andare a rileggersi le cronache politiche di pochi mesi fa - mentre il Regno Unito ha condannato immediatamente la violenta repressione in Libia, la nostra politica estera si è limitata a partorire un “Io non disturbo Gheddafi” per bocca del nostro capo del governo.

Duecento pagine, ricchissime di dati, notizie, che, se soprattutto riguardano puntuali analisi storiche, macroenomiche, sociali però non possono nemmeno tralasciare le miserie passate ed attuali delle politiche occidentali.

In questo modo diventa più evidente il contrasto tra le aspirazioni di libertà di popoli che fino ad ora non hanno conosciuto la democrazia ed appunto le meschinità di coloro che si dicono rappresentanti delle nostre democrazie parlamentari: sicuramente una storia dell’Africa mediterranea che però diventa anche storia di come a volte il nostro Occidente - e se vogliamo essere polemici soprattutto l’Italia -  abbia perso il senso di quelle libertà che adesso sono invece invocate e pretese nei paesi arabi del Mediterraneo.

Karim Mezran è direttore del Centro studi americani di Roma e insegna Storia del Medio Oriente presso il Bologna Center della John Hopkins University; Silvia Colombo è ricercatrice presso l’Istituto affari internazionali di Roma; Saskia van Genugten è dottoranda presso la John Hopkins University e consulente per diverse società internazionali.

K. Mezran. S. Colombo, S. van Genugten (a cura di), L’Africa mediterranea. Storia e futuro, Donzelli, Roma 2011, pp. XIV-222, euro 17,50.