Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

DOCUMENTI
RECENSIONI
INTERVISTE
ARCHIVIO
FORUM
Recensione
19/06/2011
Abstract
In questo suo saggio Amartya Sen ci descrive la globalizzazione come un’opportunità di riscatto e progresso che per essere tale si deve accompagnare ad una promozione di ogni forma di libertà politica e sociale

“Globalizzazione e libertà” probabilmente non piacerà a coloro che, dai fronti opposti della lotta al cosiddetto nuovo ordine globale, o della sua esaltazione, hanno costruito una sorta di ideologia.

Amartya Sen difatti, coerentemente al suo proporsi come studioso di cultura multidisciplinare e quindi più credibile nello svincolarsi dagli schemi rigidi del marxismo e del liberismo, con questo saggio ha voluto analizzare il fenomeno della globalizzazione descrivendola per quello che è, senza pregiudizi.

A questo fine il libro si apre proprio con dieci punti che, nella loro sintesi e buonsenso, contribuiscono a sfatare molte delle affermazioni che media e gruppi di pressione in questi anni ci hanno presentato come scontate.

Si ricorda ad esempio che «le proteste antiglobalizzazione non riguardano la globalizzazione […] perché queste proteste sono di fatto uno degli eventi più globalizzati del mondo contemporaneo […] considerarle proteste antiglobalizzazione può essere seriamente fuorviante» (pag. 64).

E poi ancora: «La globalizzazione non è un fatto nuovo e non può essere ridotta a occidentalizzazione», mentre «il tema centrale, direttamente o indirettamente, è la disuguaglianza, sia tra le nazioni, sia nelle nazioni» e «il ricorso all’economia di mercato è collegato a molte condizioni istituzionali diverse nelle quali essa può produrre risultati assai differenti» (pag. 7).

Proprio in riferimento a quest’ultimo punto Sen ribadisce più volte come «per il successo dell’economia di mercato, l’espansione delle istituzioni necessarie ad accedervi in modo efficiente non è meno importante della rimozione delle barriere al commercio» (pag. 21).

La libertà politica e sociale intesa nel senso più ampio, relativamente alle quali Sen pare essere debitore della filosofia di John Rawls e della sua fondamentale “Teoria della giustizia”, diventa quindi la premessa a quell’autentico sviluppo globale per ottenere il quale occorre la collaborazione di tutte le istituzioni presenti nella società, ovvero il mercato, lo stato, i media, i partiti politici, le scuole, le organizzazioni non governative.

Ne consegue che lo sviluppo, secondo Amartya Sen, non può essere concepito semplicemente come il processo d’incremento di oggetti d’uso inanimati, «come l’aumento del PIL (Prodotto interno lordo) pro capite, lo sviluppo industriale, l’innovazione tecnologica o la modernizzazione sociale. Naturalmente si tratta di conquiste notevoli, spesso cruciali, ma il loro valore deve essere fatto dipendere dall’effetto che producono sulla possibilità di vita e sulla libertà delle persone. Per esseri umani adulti, responsabili delle proprie scelte, è decisivo, in ultima istanza domandarsi se abbiano la libertà di fare ciò che hanno motivo di considerare importante . In questo senso lo sviluppo consiste nell’aumento della libertà delle persone» (pag. 83).

In sostanza l’invito di Sen, oltre al monito di non leggere la realtà in maniera distorta, è di non rassegnarsi di fronte all’esistente ma, di rafforzare semmai «quelle istituzioni che sostengono e favoriscono le nostre capacità umane», al fine di affrontare il vero tema dolente della nostra società che è quello dell’uguaglianza.

Amartya Sen (Santiniketan,1933), economista indiano Premio Nobel 1998 per l’economia è a tutti gli effetti un maestro del pensiero contemporaneo. Docente presso l’università di Calcutta, presso il Trinity College di Cambridge, poi a Nuova Deli, alla London School of Economics, a Oxford e, successivamente, all’università di Harvard con l’incarico di insegnare economia e filosofia. Tra le sue opere, tradotte in tutte le lingue del mondo, ricordiamo: “Identità e violenza”, “La libertà individuale come impegno sociale”, “Globalizzazione e libertà”.

Amartya Sen, Globalizzazione e libertà, Mondadori, Oscar saggi, Milano 2003, pp.160, euro 9,50.