Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
19/06/2011
Abstract
In questo suo saggio Amartya Sen evidenzia i contributi che la teoria economica dell’equilibrio generale può dare allo studio della filosofia morale; e viceversa i contributi che la filosofia morale può fornire alla teoria economica predominante

“Etica ed economia” rappresenta una versione rielaborata delle Royer Lectures tenute da Martya Sen presso l’Università della California a Berkley dal 4 al 6 aprile 1986.

In queste lezioni, poi raccolte in volume, Sen ha voluto dimostrare come il distacco dell’economia dall’etica abbia impoverito sia la cosiddetta economia del benessere, sia il fondamento di gran parte dell’economia predittiva e descrittiva che potrebbe essere resa «più produttiva se si prestasse maggiore e più esplicita attenzione a considerazioni di natura etica che informano il comportamento e il giudizio umano».

E viceversa, «i temi economici possono essere estremamente importanti per le domande di natura etica, ivi compreso l’interrogativo socratico: Come bisogna vivere?».

Secondo Sen si può sostenere che l’economia abbia avuto due origini alquanto diverse, entrambe collegate alla politica. Da una parte un’origine interessata all’etica, in merito alla quale viene citato l’Aristotele dell’Etica Nicomachea; dall’altra una sorta di approccio ingegneristico, proveniente da innumerevoli direzioni e, a volte, sviluppato da qualche autentico ingegnere come Léon Walras.

Coerente con questa analisi è la lettura più approfondita che viene data dell’opera di un grande classico dell’economia: «Il sostegno che gli assertori e i difensori del comportamento mosso dall’interesse personale hanno cercato in Adam Smith è in realtà difficile da trovare sulla base di una lettura più ampia e meno distorta di questo autore».

Secondo Sen è proprio il restringimento di ottica rispetto all’ampia visione smithiana degli esseri umani a rappresentare una delle principali carenze della teoria economica contemporanea.

In altri termini viene chiarito quale sia stato il danno che il cattivo impiego dell’ipotesi di un comportamento mosso dall’interesse personale ha arrecato alla qualità degli studi economici.

Si spiega quindi l’asimmetria di impostazioni tra economia predittiva e l’economia del benessere, con la prima tenuta in considerazione dalla seconda, ma senza che vi sia stata un’autentica influenza in senso opposto.

Ben diverse le argomentazioni del nobel indiano nel ricordarci che se il comportamento effettivo degli esseri umani è influenzato da interrogativi di natura etica («e influenzare la condotta umana è, dopo tutto, un aspetto centrale dell’etica»), allora chiaramente le considerazioni relative all’economia del benessere devono poter avere una qualche influenza sui comportamenti effettivi ed essere quindi rilevanti anche per l’economia predittiva.

Amartya Sen non si nasconde la difficoltà e le profonde ambiguità che possono scaturire dal voler mettere in pratica questi intendimenti: lo studioso non si limita ad enunciare teorie ma ha piena consapevolezza della complessità dei problemi in un mondo oltretutto “globalizzato”.

E’ una consapevolezza che però, constatati gli effetti indiretti dell’impoverimento dell’economia del benessere sull’economia descrittiva e predittiva, non nega affatto la necessità di avvicinare maggiormente l’economia all’etica proprio in virtù di quei cospicui vantaggi che ne potrebbero scaturire.

Al termine della lettura, peraltro accessibile anche ai non addetti ai lavori grazie alla prosa scorrevole ed alla schematizzazione predisposta per le conferenze di Berkley , ci si rende conto come il valore aggiunto del pensiero di Amartya Sen sia proprio questo suo andare oltre gli schemi rigidi imposti dalle teorie, spesso male interpretate o piegate ad interessi che esulano da analisi strettamente scientifiche; e questa sua capacità di navigare con disinvoltura tra le sponde opposte del marxismo e del liberismo.

Amartya Sen (Santiniketan,1933), economista indiano Premio Nobel 1998 per l’economia è a tutti gli effetti un maestro del pensiero contemporaneo. Docente presso l’università di Calcutta, presso il Trinity College di Cambridge, poi a Nuova Deli, alla London School of Economics, a Oxford e, successivamente, all’università di Harvard con l’incarico di insegnare economia e filosofia. Tra le sue opere, tradotte in tutte le lingue del mondo, ricordiamo: “Identità e violenza”, “La libertà individuale come impegno sociale”, “Globalizzazione e libertà”.

Amartya Sen, Etica ed economia, Laterza, Roma-Bari 2006, pp. 165, euro 8,50.