Sintesi Dialettica ::: per l'identità democratica

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Recensione
14/03/2013
Abstract
In un’epoca in cui spesso si é parte del gruppo solo se si hanno prodotti di marca, pensare anche all’altra faccia della medaglia non è affatto sbagliato, ossia ai costi che queste marche portano con sé in termini di sfruttamento del lavoro e lesione dei diritti umani fondamentali. Il volume di Klaus Werner-Lobo rappresenta una denuncia in tal senso, sperando di aprire gli occhi su una realtà di cui si parla poco.

«Ognuno di noi può contribuire a rendere il mondo un posto migliore e più bello» (p.157). Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere è un saggio divulgativo di denuncia che descrive il modo attraverso il quale le multinazionali sfruttano le risorse dei Paesi più poveri. Tale fenomeno si è amplificato con la “globalizzazione capitalistica”.

L’autore parte da una premessa: la ricchezza è distribuita nel mondo in modo iniquo e questo comporta che il denaro e il potere siano detenuti da pochi milionari: tale arricchimento si affianca a un continuo impoverimento di larghe fasce della popolazione mondiale.

Tuttavia, tale ingiustizia di fondo può essere combattuta giorno dopo giorno da chi, appartenendo al ceto medio, può “scegliere” se sostenere le multinazionali oppure le minoranze, puntando a una distribuzione, a livello mondiale, più equa di beni e risorse.

«Bene comune anziché avidità!» (p. 176): questo è il decimo suggerimento che l’autore offre per poter cambiare veramente la situazione che ha descritto in senso nel senso di una maggiore equità e democrazia. Secondo Werner-Lobo abbandonare una visione egoistica e miope, per adottarne una più altruistica e globale giova a tutti e non solo a chi si offre l’aiuto.

Il volume si apre con una prefazione in cui si mette in luce la forte e pesante «ingiustizia globale». In essa, l’autore sostiene che quando si sente parlare di questi argomenti anche la persona armata delle migliori intenzioni si sente sola e impotente di fronte ai «forti». Ma è proprio questa convinzione che Werner-Lobo vuole smentire, affermando che invece ognuno di noi può operare nel proprio piccolo e fare rete. Una cosa sorprendente è che l’autore stesso, in una parte dell’opera, consigli di fotocopiare alcune parti di testo per diffonderle. In particolare da questo si capisce l’intento di divulgazione e di circolazione voluto dall’autore.

«In Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere desidero mostrare – scrive - quanto potere potremmo avere se ci fidassimo delle nostre capacità» (p.10).

L’autore ribadisce tali concetti anche più avanti, dicendo che se una persona si sente indignata per le continue ingiustizie sociali, ebbene proprio tale indignazione può rappresentare il motore in grado di avviare un cambiamento reale (pp.139-140).

Sono poi descritte, con toni accusatori, le dinamiche alla base del mondo delle multinazionali e, a titolo chiarificatorio, a ogni fine capitolo c’è un breve riassunto in cui l’autore fissa i punti principali dell’argomento trattato. Inoltre, dopo ogni sintesi, egli offre di volta in volta una specifica sitografia.

Di notevole interesse è l’undicesimo capitolo intitolato Dieci richieste alla politica, in cui vengono fissati in dieci punti essenziali quelli che dovrebbero essere gli obiettivi di qualsiasi manovra politica e anche di ogni nostro comportamento individuale.

La seconda parte del libro, intitolata Viste da vicino, descrive in modo accurato talune multinazionali che si sono distinte per il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali.

Questo saggio-pamphlet non è solo un testo di denuncia sociale, ma ha anche una funzione di guida pratica. Sembra infatti suggerire questo: il mondo può e dev’essere cambiato in meglio, grazie a ogni piccolo e grande sforzo che proviene dalla nostra mentalità e dai nostri comportamenti quotidiani. È quindi responsabilità di tutti rendere il nostro mondo un luogo più civile, equo e “vivibile”.

Klaus Werner-Lobo, Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere, Newton Compton editori, Roma, 2009, pp. 281, 6,90 euro.